Turismo in rete

di (6-01-19) - Cat: Articoli Turismo in rete
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La creazione di un sistema che ottimizzi le risorse fruibili costituisce oggi una condizione imprescindibile per la gestione dei servizi di un territorio.

Turismo in rete significa collaborare tra operatori lavorando fianco a fianco in nome di un progetto comune: è possibile solo se l’amore per il proprio territorio e la voglia di fare è talmente forte da superare ogni campanilismo o competizione.

Fare rete

Fare rete (o “fare sistema”), significa collaborare tra “pari”, cioè tra operatori o enti turistici, anche se concorrenti, andando se possibile a coinvolgere tutto il territorio, su più livelli e anche “ai piani alti”. Gli sforzi sono sicuramente ripagati nel momento in cui in questa rete di operatori si riesce a trovare il supporto e il coinvolgimento anche delle amministrazioni locali, le associazioni di categoria, le proloco, gli imprenditori, etc.

Insieme ad una equilibrata comunicazione, articolata per le varie tipologie di potenziali ospiti, rappresenta lo strumento organizzativo per attivare un processo di fidelizzazione consapevole ed autentico che inneschi un rapporto costante e profondo che va anche oltre l’ospitalità e l’apprezzamento dei prodotti.

Turismo in rete a Roma
Turismo in rete a Roma

Mettere il visitatore al centro

Bisogna pensare ad una accoglienza che si sviluppa prima dell’arrivo nel nostro territorio, prosegue durante la permanenza del turista/ospite e continua anche dopo il viaggio. Mettere al centro il visitatore e le sue diverse esigenze di svago e cultura, garantendo accesso a musei, siti culturali, trasporti, luoghi di produzione e degustazione, alberghi diffusi, agriturismi e b&b, ristoranti e cucine tipiche, fattorie aperte a visite, a percorsi didattici e al lavoro cooperativo, e altro. L’obiettivo è valorizzare la cultura, le attività e i prodotti autoctoni, favorire lo sviluppo locale e avviare nuove imprese attraverso l’integrazione fra pubblico e privato. Un sistema integrato dove il turista possa vivere il suo soggiorno non come un villaggio artificiale ma come ospite di un borgo che vive la vita di tutti i giorni e che è attento ad intessere relazioni umane con i propri ospiti, lasciando la possibilità di muoversi in massima libertà, usufruendo dei vari servizi presenti: mangiare, dormire, partecipare alle attività, muoversi, degustare, comprare, stabilire relazioni, chiedere e ricevere informazioni, ecc.

Turismo in rete integrata

Dal punto di vista del modello operativo va considerata l’integrazione di tre componenti. La prima, quella più propriamente istituzionale delle amministrazioni e servizi locali che rappresentano un orizzonte di riferimento imprescindibile. La seconda, relativa all’offerta dei servizi culturali e turistici in senso lato: di alberghi e ristoranti, ma anche trasporti, servizi alla persona, sport, prodotti enogastronomici, artigianato, agriturismo, fattorie didattiche, ecoturismo, turismo rurale, ecc. La terza, quella delle piattaforme e delle infrastrutture, in grado di veicolare la informazione, la comunicazione, la promozione e i servizi on line delle varie offerte presenti, partendo dalle realtà locali già esistenti che valorizzino le esperienze e le peculiarità dei vari territori, attraverso un processo inclusivo, anche con l’implementazione di nuove tecnologie e di nuove strategie di processo.

Turismo come fenomeno culturale

Il turismo si arricchisce gradualmente di contenuti, con un ritorno al significato originario che lo vedeva qualificarsi soprattutto come fenomeno culturale. Tra le tante forme di turismo, quello definito come “culturale” mostra la maggiore dinamica di crescita. Si parla insistentemente di turismo responsabile e sostenibile, di turismo comunitario, di turismo rurale, di turismo sociale. Si è di fatto avviata una nuova forma di curiosità sotto lo stimolo di un più generale interesse per l”identità culturale propria e altrui.

Turismo slow

Non si tratta semplicemente di trasformare ogni turista da consumatore occasionale a consumatore nel tempo, ma di andare oltre, verso un rapporto di maggiore comprensione e contestualizzazione di tutto ciò che attira la meraviglia del nostro ospite: camminare e guardarsi intorno, soffermarsi sugli svariati elementi che incontra, porsi nuovi interrogativi. Si rivolge ad un turismo slow, curioso di conoscere ma anche attento a capire, capace anche di andare in profondità, rispettoso del proprio passato e di quello altrui, un turismo che oggi sta prendendo sempre più piede visto la necessità dell’uomo moderno alienato, di recuperare le proprie radici, di mettersi in gioco socialmente, sentimentalmente e fisicamente. 
Il turismo in rete è unica alternativa per il presente ed il futuro.

Link utili

BIBLIOGRAFIA

Corrado Del Bò, Etica del turismo. Responsabilità, sostenibilità, equità

ARTICOLI

la filosofia etica del turismo


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