Perdonanza celestiniana

di (9-06-19) - Cat: Articoli Perdonanza celestiniana
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Visitare L’Aquila nei giorni del 28 e 29 agosto dà la possibilità di assistere e partecipare alla “Perdonanza” di Celestino V.
Si tratta di un evento tra ricostruzione storica e religione, di grande suggestione.

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall’Aquila alla fine di settembre del 1294, anticipando di pochi anni la pratica del giubileo (primo giubileo anno 1300 con bolla di Bonifacio VIII). Un Giubileo insomma che, per un giorno, si ripete ogni anno.

perdonanza celestiniana
la bolla

L’apertura della Porta Santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un corteo storico, cui prendono parte le autorità e soprattutto i gruppi storici dell’Aquila e di altre città italiane. La perdonanza celestiniana vuole ricordare quello che accompagnò il Papa da Sulmona all’Aquila, alla Basilica di Collemaggio, da lui stesso fatta erigere alcuni anni prima, e dove gli furono consegnati le vesti pontificali il 29 agosto 1294, davanti a una folla immensa e, soprattutto, a re Carlo d’Angiò e a Carlo Martello.

Alla fine di settembre del 1294, proprio dalla basilica di Collemaggio, il papa Celestino V emanò una Bolla con la quale concedeva un’indulgenza plenaria e universale a tutta l’umanità, senza distinzioni. Un evento eccezionale, visto che la pratica corrente anche a Roma era quella di concedere il perdono per speculazione e per denaro.
La Bolla di San Pietro Celestino, che introduceva i concetti di pace, solidarietà e riconciliazione, poneva solo due condizioni per ottenere il perdono: l’ingresso nella basilica di Collemaggio nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere “veramente pentiti e confessati”.

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