Pasquale Ritucci

Pasquale Ritucci

Nato in Città Sant'Angelo il 17 giugno del 1892, conseguì il diploma di maestro elementare nel luglio del 1910 nella Scuola Normale «B. Spaventa» della sua città natale. Nel 1920 si diplomò in Vigilanza scolastica presso la Università di Roma discutendo la tesi «La fiaba e la favola nell'educazione» di cui fu relatore Giovanni Gentile (suo «grande e sventurato maestro») che la lodò proponendone la pubblicazione con propria prefazione. L'opera tu anche lodata successivamente dal Lombardo Radice. 
Insegnò nel Teramano, fu consigliere e Deputato scolastico di Teramo; Direttore di zona nell'Opera contro l'analfabetismo dal 1923 al 1927. Direttore didattico diresse il Circolo di Colonnella, di Notaresco, Atri, Loreto Aprutino ed infine della natia Città S. Angelo. Combattente della guerra 1915-18 ed invalido della stessa entrò giovanissimo nel pieno fervore dell'attività giornalistica pubblicando lettere dal campo di battaglia sulla rivista Humanitas di Bari e «Pagine di fede» su diversi giornali della Regione. 
Fondatore e presidente dell'Associazione Combattenti, fondatore di quella dei Mutilati, fu proposto nel 1922 dall'on. prof. Rosolino Colella per la medaglia al merito della sanità pubblica per l'azione svolta durante l'epidemia di spagnola nel 1919. Per le sue idee fu arrestato nel gennaio del 1923 e licenziato da Direttore delle Scuole dell'Opera. Curò dopo la riassunzione il funzionamento e lo sviluppo di tutte le istituzioni scolastiche ed integrative: doposcuola, refezione, biblioteche, colonie, patronati. 
Alla Mostra didattica abruzzese in Chieti nel 1926 gli furono conferite due medaglie d'argento per l’attività personale come Direttore delle Scuole dell'obbligo e per il libro «L'istruzione primaria e popolare in Abruzzo». Il prof. Ernesto Codignola, presidente della Giuria della Mostra, lo incaricò di studiare la Mostra stessa per conto della rivista «La Nuova Scuola Italiana »; l'ampia relazione fu lodata anche dal Lombardo Radice su «L'Educazione Nazionale» da lui diretta. 
Dopo interessanti studi sulle radiotrasmissioni scolastiche, premiati dall'Ente Radio Rurali, Ritucci propugnò su «I Diritti della Scuola» e su «La Nuova Scuola Italiana» il passaggio allo Stato delle Scuole degli Enti Delegati. In seguito alla sua campagna il Ministero promosse una ispezione eseguita da Piero Bargellini che ne raccomandò l'attuazione, di poi realizzata, suscitando la gratitudine in tutti gli insegnanti. 
Fin dagli anni giovanili educato al pensiero di Giuseppe Mazzini, nella scuola di Luigi Cilli suo insigne concittadino, si ispirò costantemente all'insegnamento dell'Apostolo dell'Unità. L'ampia, eccezionale attività pubblicistica gli meritò l'elezione a membro del Consiglio Nazionale della Associazione Mazziniana Italiana insieme a Sforza, Della Seta, Macrelli, Codignola, Spallicci, Ernesta Battisti. 
Nominato dopo la guerra 1940-'45 dagli Alleati Ispettore Scolastico non accettò. Preferì rimanere nel suo paese nativo; anche perché non gli sembrava bello «scroccare» una promozione, così egli diceva, sulle sfortune della Patria. 
Fra difficoltà d'ogni genere riuscì in breve tempo a fare riaprire tutte le scuole, girando di contrada in contrada, di casolare in casolare per cercare locali, ritrovare arredi scolastici, rastrellare alunni e riprendere contatti con insegnanti e popolazioni. 
Collaborò a numerosi giornali, periodici e riviste: La Voce Repubblicana, Il Messaggero, Il Giornale di Italia, L'Idea Repubblicana, La Cultura Popolare e La Scuola di Milano, I Diritti della Scuola, La Rivista Popolare, La Nuova Scuola Italiana, Humanitas, Scuola Nostra, La Vita Scolastica, La Costituente Magistrale, L'Apostolato, Il Popolo Abruzzese, La Riscossa d'Abruzzo, L'Unione, La Vita Abruzzese, La Corrente, Scuola e Popolo, Risorgere, Luci Sannite, Luci Italiche, Il Pensiero Mazziniano, Fraternità Magistrale, L'Ora d'Abruzzo, Attraverso l'Abruzzo, Tecnica Scolastica, Parlamento, Fede e Avvenire, Dio e Popolo, L'Aquilone, La Libera Voce. 
Durante il referendum istituzionale combatté la battaglia elettorale con estremo rigore pubblicando il periodico «Repubblica» da lui fondato. 
Il suo nome figura nell'Enciclopedia biografica e bibliografica italiana del prof. Codignola alla voce «pedagogisti ed educatori». Fu insignito di medaglia d'oro al merito della istruzione pubblica dal Ministero della P.I. e di medaglia d'oro dall'Associazione Nazionale Patronati Scolastici per la sua encomiabile attività a favore dell'assistenza ai ragazzi bisognosi. A tal proposito è da ricordare che i proventi di numerose sue pubblicazioni venivano devoluti a favore dell'Ente assistenziale predetto. 
Andò in pensione il 1° ottobre 1958 col grado di Ispettore Scolastico. Morì 1'8 ottobre 1962.

Ipertesto: Ritucci e Mazzini

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