Il turismo "in rete"

turismo in rete

La creazione di un sistema che ottimizzi le risorse fruibili costituisce oggi una condizione imprescindibile per la gestione dei servizi di un territorio. Insieme ad una equilibrata comunicazione, articolata per le varie tipologie di potenziali ospiti, rappresenta lo strumento organizzativo per attivare un processo di fidelizzazione consapevole ed autentico che inneschi un rapporto costante e profondo che va anche oltre l'ospitalità e l'apprezzamento dei prodotti.

Bisogna pensare ad una accoglienza che si sviluppa prima dell’arrivo nel nostro territorio, prosegue durante la permanenza del turista/ospite e continua anche dopo il viaggio.

Mettere al centro il visitatore e le sue diverse esigenze di svago e cultura, garantendo accesso a musei, siti culturali, trasporti, luoghi di produzione e degustazione, alberghi diffusi, agriturismi e b&b, ristoranti e cucine tipiche, fattorie aperte a visite, a percorsi didattici e al lavoro cooperativo, e altro. L'obiettivo è valorizzare la cultura, le attività e i prodotti autoctoni, favorire lo sviluppo locale e avviare nuove imprese attraverso l'integrazione fra pubblico e privato. Un sistema integrato dove il turista possa vivere il suo soggiorno non come un villaggio artificiale ma come ospite di un borgo che vive la vita di tutti i giorni e che è attento ad intessere relazioni umane con i propri ospiti, lasciando la possibilità di muoversi in massima libertà, usufruendo dei vari servizi presenti: mangiare, dormire, partecipare alle attività, muoversi, degustare, comprare, stabilire relazioni, chiedere e ricevere informazioni, ecc.

Dal punto di vista del modello operativo va considerata l'integrazione di tre componenti. La prima, quella più propriamente istituzionale delle amministrazioni e servizi locali che rappresentano un orizzonte di riferimento imprescindibile. La seconda, relativa all'offerta dei servizi culturali e turistici in senso lato: di alberghi e ristoranti, ma anche trasporti, servizi alla persona, sport, prodotti enogastronomici, artigianato, agriturismo, fattorie didattiche, ecoturismo, turismo rurale, ecc. La terza, quella delle piattaforme e delle infrastrutture, in grado di veicolare la informazione, la comunicazione, la promozione e i servizi on line delle varie offerte presenti, partendo dalle realtà locali già esistenti che valorizzino le esperienze e le peculiarità dei vari territori, attraverso un processo inclusivo, anche con l''implementazione di nuove tecnologie e di nuove strategie di processo.

Il turismo si arricchisce gradualmente di contenuti, con un ritorno al significato originario che lo vedeva qualificarsi soprattutto come fenomeno culturale. Tra le tante forme di turismo, quello definito come “culturale” mostra la maggiore dinamica di crescita. Si parla insistentemente di turismo responsabile e sostenibile, di turismo comunitario, di turismo rurale, di turismo sociale. Si è di fatto avviata una nuova forma di curiosità sotto lo stimolo di un più generale interesse per l''identità culturale propria e altrui.

Non si tratta semplicemente di trasformare ogni turista da consumatore occasionale a consumatore nel tempo, ma di andare oltre, verso un rapporto di maggiore comprensione e contestualizzazione di tutto ciò che attira la meraviglia del nostro ospite: camminare e guardarsi intorno, soffermarsi sugli svariati elementi che incontra, porsi nuovi interrogativi. Si rivolge ad un turismo slow, curioso di conoscere ma anche attento a capire, capace anche di andare in profondità, rispettoso del proprio passato e di quello altrui, un turismo che oggi sta prendendo sempre più piede visto la necessita’ dell’uomo moderno alienato, di recuperare le proprie radici, di mettersi in gioco socialmente, sentimentalmente e fisicamente. 

Vedere, approfondire, partecipare.

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